La testa in palla

lunedì 28 maggio 2012

L'exploit degli allenatori italiani

Ormai è già qualche anno che gli allenatori italiani hanno assunto la giusta considerazione, nonché l'appeal che meritano, anche in campo internazionale. La dimostrazione di tutto ciò è la richiesta sempre maggiore di tecnici nostrani nei campionati esteri, o alla guida delle nazionali. Quest'anno però c'è stato un vero e proprio boom, non solo di presenze, ma anche si successi raggiunti. Spalletti in Russia, Mancini in Inghilterra, Di Matteo in Champions più la coppa nazionale, sono tre affermazioni importanti per come sono arrivate e ad esse per un soffio non si è potuta aggiungere quella di Ancelotti in Francia, arrivato secondo col PSG (lui però ha avuto solo metà campionato per lavorare con la squadra). La stagione inoltre non è ancora finita, ci sono gli Europei con 2 italiani in corsa, Prandelli e Trapattoni. Per finire aggiungerei Antonio Conte, un italiano nel campionato italiano, non una cosa impossibile ma comunque una novità.
Entrando nel dettaglio, chi ha stupito maggiormente non può che essere Di Matteo, subentrato a Villas Boas nel corso della stagione, in poco tempo è riuscito a riportare la tranquillità nello spogliatoio. Il suo Chelsea di certo non ha giocato il miglior calcio d'Europa, probabilmente non era nemmeno tra le prime 10 per qualità di gioco espresso, ma è stato concreto, caparbio e fortunato. Il tecnico italo svizzero è riuscito a trarre il meglio da tutti, migliorando la fase difensiva  in modo decisivo, anche grazie al rigeneramento di gente come Terry, Lampard, Kalou, Torres ma soprattutto ridando la giusta importanza (e peso) ad un campione assoluto come Didier Drogba. Senza clamore ha conquistato quella coppa per cui Abramovic ha investito milioni su milioni, facendo un sensazionale double con l'F.A. Cup (che in Inghilterra vale 10 volte la Coppa Italia), eppure come ringraziamento molto probabilmente verrà rimpiazzato.
La conferma invece è arrivata da Luciano Spalletti, capace di bissare il successo dello scorso anno, sbaragliando la concorrenza col suo Zenit. La vittoria di quest'anno è stata ancora più netta, schiacciante, arrivata con ben 18 punti di vantaggio sulla seconda in classifica, un vero abisso se si pensa all'equilibrio che da anni c'è nel campionato russo, con diverse squadre che si sono susseguite al vertice, come Cska e Rubin Kazan. Non sono bastati nemmeno i petrodollari dell'Anzhi, che ha ricoperto d'oro Eto'o (25 ml l'anno), il campione è rimasto Spalletti.
A inizio anno erano i super favoriti  dei bookmaker, e vista la rosa e il mercato appena compiuto non poteva essere altrimenti. Eppure il titolo per il City di Roberto Mancini è arrivato solo all'ultima giornata, con un finale da cardiopalma (al 90' il City era sotto 3-2). i citizen erano partiti alla grande ad inizio stagione , portandosi in testa alla Premier con un buon margine. Poi complice la prematura uscita dalla Champions (ad opera del Napoli) e successivamente anche dall'Europa League, hanno avuto un importante flessione, dilapidando tutto il vantaggio e finendo a meno 8 dai cugini dello United. Con la fine dell'inverno sono tornate le vittorie in serie e anche grazie all'harakiri della squadra allenata da Ferguson, Mancini è riuscito a conquistare la Premier League, riportando il titolo nella parte azzurra di Manchester dopo ben 44 anni.
La nazionale di Prandelli infine non è tra le favoritissime, il calcio italiano è scosso da Scommessopoli: insomma sembrano esserci tutte le condizioni per far bene, memori di quanto accaduto in passato (1982, 2006), staremo a vedere...

Mywo

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