Non fraintendetemi per il titolo,
il faraone non ha fatto nulla di male, anzi. I “mali” a cui mi riferivo erano, ovviamente, i problemi finanziari che,
soprattutto in quest’ultima sessione di mercato, hanno colpito il Milan.
Problemi di bilancio che, in vista dell’entrata in vigore del Fair Play Finanziario imposto dall’Uefa, hanno costretto la società milanese a privarsi
dei suoi giocatori migliori e di conseguenza, più onerosi a livello di
ingaggio. La partenza che ha stupito di più rimane ovviamente quella di Thiago
Silva, il quale aveva si un ingaggio da top player, ma non era ne vecchio, ne in fase calante ne
tantomeno aveva problemi all’interno dello spogliatoio. Detto questo davanti a
42 ml cash qualunque squadra difficilmente avrebbe resistito. A questo poi va
aggiunta la promessa di prendersi nel pacchetto, con conseguente aggiunta di
altri 21 ml, anche Ibra, il quale non può essere considerato vecchio ma il cui ingaggio (12 ml NETTI a stagione) non era sicuramente più sostenibile per
le casse rossonere. Chi invece è partito per problemi extra calcistici penso
sia Cassano, il quale dopo esser stato curato e seguito dallo staf milanista, ha
deciso che il richiamo verso la sua squadra del cuore era troppo forte. In un
sol colpo quindi al Milan sono venuti a mancare, tolto Robinho, tutti i
maggiori creatori di gioco.
Si dice anche un'altra cosa però,
che i grandi campioni siano quelli che sanno sfruttare il momento, che sanno
farsi trovare pronti, quelli che nonostante l’età, si dimostrano maturi
calcisticamente. L’esempio lampante di questo inizio di campionato non può non
essere Stephan El Shaarawy. Giovane, classe 1992, soprannominato faraone viste le
origini egiziane del padre ( la madre è di Savona). L’inizio di campionato
del Milan è stato il peggiore da non so
quanti anni, ma tra tutte le note negative lui è riuscito ad emergere, tenendo
tra l’altro a galla la sua squadra in più di un occasione. A 20 anni essere il
capocannoniere della Serie A è un qualcosa di veramente significativo, perché vuol
dire avere caratteristiche tecniche e caratteriali già notevoli. Un altro
fattore positivo è il fatto che Stephan oltre a giocare in Italia, è
italiano a tutti gli effetti, infatti Prandelli l’ha già messo in pianta
stabile tra i convocati della nazionale.
Così come già detto per Pogba, il
difficile ovviamente deve ancora venire, perché ormai non c’è più nessun
effetto sorpresa, ora dovrà dimostrare continuità di rendimento, dovrà rimanere
con i piedi per terra e riuscire ad avere la stessa fame e voglia che ne hanno
contraddistinto questo inizio di campionato.
Detto questo i tifosi del Milan
hanno sicuramente almeno un motivo per essere fiduciosi, perché El Shaarawy ha
dimostrato che non è solo attraverso i super ingaggi che si può arrivare a
grandi giocatori.
Mywo



