La testa in palla

martedì 6 novembre 2012

Non tutti i mali vengono per nuocere: Stephan El Shaarawy



Non fraintendetemi per il titolo, il faraone non ha fatto nulla di male, anzi. I “mali” a cui mi riferivo erano, ovviamente, i problemi finanziari che, soprattutto in quest’ultima sessione di mercato, hanno colpito il Milan. Problemi di bilancio che, in vista dell’entrata in vigore del Fair Play Finanziario imposto dall’Uefa, hanno costretto la società milanese a privarsi dei suoi giocatori migliori e di conseguenza, più onerosi a livello di ingaggio. La partenza che ha stupito di più rimane ovviamente quella di Thiago Silva, il quale aveva si un ingaggio da top player,  ma non era ne vecchio, ne in fase calante ne tantomeno aveva problemi all’interno dello spogliatoio. Detto questo davanti a 42 ml cash qualunque squadra difficilmente avrebbe resistito. A questo poi va aggiunta la promessa di prendersi nel pacchetto, con conseguente aggiunta di altri 21 ml, anche Ibra, il quale non può essere considerato vecchio ma il cui ingaggio (12 ml NETTI a stagione) non era sicuramente più sostenibile per le casse rossonere. Chi invece è partito per problemi extra calcistici penso sia Cassano, il quale dopo esser stato curato e seguito dallo staf milanista, ha deciso che il richiamo verso la sua squadra del cuore era troppo forte. In un sol colpo quindi al Milan sono venuti a mancare, tolto Robinho, tutti i maggiori creatori di gioco.
Si dice spesso che in Italia non si dia mai abbastanza fiducia ai giovani, io penso che questa affermazione sia vera solo in parte, visto che soprattutto in questi ultimi anni di crisi, le squadre hanno dovuto necessariamente ingegnarsi per fronteggiare l’impossibilità di ingaggiare grandi nomi. Però penso ci sia anche un altro aspetto da considerare, ovvero che non tutti i giovani che vengono presi e fatti giocare siano effettivamente giocatori all'altezza. I giovani è importante anche saperli scegliere, non basta buttarli dentro, devono essere pronti  mentalmente, fisicamente e tatticamente per un campionato difficile come la serie A, per questo spesso falliscono.
Si dice anche un'altra cosa però, che i grandi campioni siano quelli che sanno sfruttare il momento, che sanno farsi trovare pronti, quelli che nonostante l’età, si dimostrano maturi calcisticamente. L’esempio lampante di questo inizio di campionato non può non essere Stephan El Shaarawy. Giovane, classe 1992, soprannominato faraone viste le origini egiziane del padre ( la madre è di Savona). L’inizio di campionato del  Milan è stato il peggiore da non so quanti anni, ma tra tutte le note negative lui è riuscito ad emergere, tenendo tra l’altro a galla la sua squadra in più di un occasione. A 20 anni essere il capocannoniere della Serie A è un qualcosa di veramente significativo, perché vuol dire avere caratteristiche tecniche e caratteriali già notevoli. Un altro fattore positivo è il fatto che Stephan oltre a giocare in Italia, è italiano a tutti gli effetti, infatti Prandelli l’ha già messo in pianta stabile tra i convocati della nazionale.
Così come già detto per Pogba, il difficile ovviamente deve ancora venire, perché ormai non c’è più nessun effetto sorpresa, ora dovrà dimostrare continuità di rendimento, dovrà rimanere con i piedi per terra e riuscire ad avere la stessa fame e voglia che ne hanno contraddistinto questo inizio di campionato.  
Detto questo i tifosi del Milan hanno sicuramente almeno un motivo per essere fiduciosi, perché El Shaarawy ha dimostrato che non è solo attraverso i super ingaggi che si può arrivare a grandi giocatori.

Mywo

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